Vitamina E: caratteristiche chimiche, assorbimento e tossicità

Pubblicato il da Emy Di Tommaso

La vitamina E, un nutriente essenziale e vitale per l'uomo, è la vitamina antiossidante per eccellenza. Protegge i lipidi delle membrane cellulari, principale bersaglio dei radicali liberi, ed è notevolmente attiva nella difesa della salute e soprattutto nella prevenzione dell'invecchiamento.

Caratteristiche e proprietà della vitamina E

La vitamina E si trova in natura in 8 forme che derivano dal 6-cromanolo con 4 gruppi metilici legati all’anello aromatico e con una catena laterale isoprenoide a 16 atomi di carbonio in posizione 2. A seconda della presenza di una catena satura o insatura, vengono divisi in 2 gruppi: i tocoferoli (α, β, γ, δ) e i tocotrienoli (α, β, γ, δ). Biologicamente l'alfa-tocoferolo è la forma vitaminica più potente e attiva. Gli altri tocoferoli non hanno molta importanza anche se l'attività ossidante aumenta passando dall'α al δ, inversamente all'attività vitaminica. La vitamina E si trova principalmente negli oli vegetali, in tutti i semi, nelle noci e nella soia e in piccole quantità nella carne, uova e pesce.

Assorbimento della vitamina E

Essendo una vitamina liposolubile, la vitamina E è assorbita a livello dell’intestino tenue in presenza di sali biliari e grassi che formano delle micelle. Quindi, è trasportata al fegato dov’è inclusa nelle lipoproteine (soprattutto LDL) e trasportata nel flusso ematico o ceduta a vari tessuti, specialmente adiposo e muscolare. Il metabolismo del tocoferolo è assai lento ed esso viene eliminato nelle feci e nelle urine sotto forma di composti che vengono coniugati con acido glucuronico. Possono ridurne l'assorbimento molte sostanze come ferro inorganico, cloro dell'acqua potabile, pillola contraccettiva, ecc. Gli alimenti che contengono grandi quantità di vitamina C, possono favorirne l'assorbimento.

La vitamina E viene distrutta dal calore della cottura, dai raggi ultravioletti e dall'ambiente alcalino (come il bicarbonato di sodio).

Dosaggio e tossicità della vitamina E

Un'assunzione corretta deve tener conto non del peso del soggetto, ma della quantità di grassi polinsaturi della dieta, dell'esposizione all'inquinamento, dell'età. Attualmente molti studi consigliano un’assunzione di 200-400mg al giorno.

Le situazioni di carenza sono molto rare in quanto la maggior parte delle diete contengono quantità adeguate e i suoi depositi nell’organismo sono ingenti (soprattutto nel fegato). Sintomi di carenza si manifestano perciò normalmente soltanto in individui con difetti metabolici che non riescono ad assorbire la vit.E o in neonati prematuri poiché hanno depositi scarsi di questo composto. In caso di carenza prolungata si sviluppano disturbi neurologici che possono coinvolgere il sistema centrale e periferico, la retina e i muscoli. Per quanto riguarda la tossicità ad alti dosaggi può provocare disturbi soprattutto a livello intestinale e un aumento della pressione sanguigna. Inoltre, è dimostrato che le forme naturali di vitamina E sono più efficaci di quelle sintetiche, soprattutto come antiossidante.

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