Nuove prospettive per il Parkinson: generati nuovi Neuroni dalle staminali

Pubblicato il da emyditommaso

 Neuroni dopaminergici da cellule staminali embrionali umane sono stati trapiantati con successo in modelli animali del Parkinson.  http://giorgiobertin.files.wordpress.com/2010/12/neurone2_.jpg

Uno studio pubblicato online il 6 novembre 2011 dalla rivista scientifica Nature apre una nuova strada nella ricerca sulle malattie neurodegenerative grazie all’uso di cellule staminali pluripotenti umane (PSC).

Lo studio, condotto da Lorenz Studer del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, ha portato allo sviluppato di un nuovo metodo per trasformare le PSC in neuroni che producono dopamina capaci di rimpiazzare quelli distrutti dalla malattia di Parkinson.

Trapiantate in animali, le cellule sono in grado di sopravvivere e integrarsi nel sistema nervoso producendo dopamina, la sostanza il cui deficit è alla base di malattie come il morbo di Parkison.

Lo studio statunitense co-finanziato dal consorzio europeo di ricerca NeuroStemCell è coordinato da Elena Cattaneo, Direttore del Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell’Università di Milano.

I ricercatori americani hanno messo a punto un sistema innovativo per dirigere il differenziamento delle cellule staminali in neuroni dopaminergici, cioè quelle cellule del cervello che producono la dopamina e che degenerano nel cervello dei pazienti affetti dal morbo di Parkinson.

Da più di dieci anni si producono in laboratorio cellule simili ai neuroni dopaminergici partendo da staminali umane, ma i neuroni così creati sono stati finora incapaci di sopravvivere e integrarsi nel cervello dopo il trapianto, e hanno la pericolosa tendenza a crescere in modo incontrollato, con il rischio di tumori. Per ovviare a questi limiti i ricercatori americani guidati da  Studer hanno sfruttato le nuove conoscenze sullo sviluppo del sistema nervoso guidando il programma genetico delle staminali verso la trasformazione in “autentiche” cellule dopaminergiche, praticamente indistinguibili da quelle presenti nel cervello umano.

Trapiantati in 3 modelli animali affetti dal morbo di Parkinson (topi, ratti e scimmie), i neuroni hanno mostrato di poter sopravvivere a lungo termine e di integrarsi con le altre cellule nervose. Inoltre, non proliferano in modo incontrollato, scongiurando così il rischio di tumori. In topi e ratti affetti da Parkinson, infine, il trapianto è riuscito anche a contrastare alcuni sintomi della malattia.

La disponibilità di queste nuove cellule costituisce un importante passo avanti per la ricerca e per future applicazioni cliniche relative alla lotta alle malattie neurodegenerative..

I ricercatori precisano comunque che si tratta ancora di risultati di laboratorio, e nessuno è in grado di dire se e quando saranno applicabili ai pazienti.

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